Teatro Rosetum, domenica 27 marzo, ore 18.00

Al grande attore africano Sotigui Kouyaté, scomparso nel 2010, il Festival dedica un omaggio a testimonianza di un sodalizio esistito fin dalle prime edizioni. Questa fertile relazione è continuata negli anni con la presentazione dei film di cui è protagonista e con la partecipazione come Presidente della Giuria Lungometraggi nel 2006.

Proprio per testimoniare la sua “presenza viva” in questa edizione 2011 è stata concepita una serata omaggio che comprendesse molteplici risvolti della vita e dell’attività di Sotigui Kouyaté: il cinema, la parola e il teatro, la musica.
In qualità di “uomo della Parola”, Sotigui Kouyaté è portatore di un messaggio universale che non si limita ai confini del continente africano. Dell’Africa egli è un “vento” che semina e diffonde nel mondo intero una cultura profonda, tradizioni antiche e un’umanità illimitata.
Cinema, teatro e parola non sono per Sotigui fini a se stessi bensì la via per esprimere questo “vento” - quella a lui più affine per “comunicare l’incomunicabile” - mentre la musica, che egli ama tanto (oltre che compositore è anche direttore artistico del balletto nazionale del Burkina Faso) è lo strumento che predilige per far rivivere nell’istante presente emozioni, storia e tradizioni secolari.

La serata si apre con la proiezione del cortometraggio Errance di Nouri Bouzid (2009), alla presenza del regista, una delle ultime apparizioni cinematografiche di Sotigui, in cui l’anziano griot ormai prossimo al “ritorno alla terra” dialoga con i bambini tunisini e trasmette loro una saggezza che per vivere deve necessariamente incarnarsi nel corpo e nelle intelligenze di chi è ancora giovane.

Intervengono ospiti con ricordi personali, tra cui spicca la partecipazione di Esther Marty Kouyaté, attrice, regista teatrale e moglie di Sotigui che, accompagnata dalla kora di Moussa Sanou, ci trasporta nel mondo del racconto africano.

L’omaggio culmina con un concerto di musica tradizionale dell’Africa Occidentale. I sei giovani musicisti invitati, di grande levatura artistica e residenti tutti in Italia, sono personalmente legati a Sotigui e la loro partecipazione è quindi particolarmente “sentita”. Seydou Dao (djembé), Daouda Diabaté (djembé), Moussa “Kora” Sanou (kora e voce) e Baba Diarra (tamburi bassi) sono di Bobo Dioulasso, “capitale” culturale e musicale del Burkina Faso. Provengono dallo stesso background di Sotigui (nato in Mali ma burkinabé di adozione) e si formano alla scuola dei grandi musicisti Baba Kouyaté (fratello di Sotigui) e Kassoum Diarra, nell’antica corte Djeliya - la casa dei griot, della parola e della musica - della famiglia Kouyaté. Nabi Camara (balafon) proviene invece dalla Guinea mentre Badara Seck (voce solista) è del Senegal. La provenienza da diversi paesi del “grande albero africano” non impedisce loro di intendersi e dialogare perfettamente servendosi di un linguaggio musicale tradizionale dalle radici antiche che li unisce e va ben oltre i rigidi confini nazionali imposti dal colonialismo europeo.

Nell’ambito dell’incontro tra culture diverse, alla ricerca di una complementarietà umana e artistica operano le tre associazioni che in collaborazione con il Teatro Rosetum e il Festival promuovono la serata: Le Ultime Carovane, Siraba Italia e A ke lei naa Dojo.