Ayachi Hammami, avvocato impegnato nei numerosi processi politici contro gli oppositori dell'era Ben Ali, è membro del consiglio direttivo della Lega Tunisina dei Diritti dell'Uomo. Nel 2004 ha dato vita a «l’Initiative Démocratique» per elezioni libere e democratiche. All'indomani delle rivolte che hanno portato al crollo del regime è stato uno dei primi a far proprie le rivendicazioni dei manifestanti di Sidi Bouzid e Kasserine, assumendo un ruolo di primo piano nella rivoluzione tunisina. Attualmente è consigliere per l’Institut Arabe des Droits de l’Homme per il progetto della riforma della giustizia e membro dell'Alta Istanza per la realizzazione degli obiettivi della Rivoluzione, la Transizione democratica e della Riforma Politica.

Mohamed Bhar è autore, compositore e interprete. Da trent'anni i suoi testi cantano l'amore, la libertà, la speranza e la rivolta. Dopo l'esperienza con il gruppo Imazighen (gli uomini liberi) si trasferisce a Parigi nel 1979 lavorando in Francia, Belgio, Germania, Marocco. Virtuoso del liuto arabo, è direttore della corale dell’ACDR (Arte e Cultura delle Due Rive). Grazie alla sua musica impegnata è diventato un simbolo per diverse generazioni dei paesi arabi.

Ahmed Hafiene, attore teatrale e cinematografico, si è formato all'Institut Supérieur d'Art Dramatique (ISAD) di Tunisi. La partecipazione al film La Giusta Distanza di Carlo Mazzacurati (2007) lo candida ai David di Donatello. Nel 2009 è nel cast de La Straniera di Marco Turco, al fianco di Ennio Fantastichini ne La cosa giusta di Marco Campogiani e partecipa a La Vita non si Ferma Mai di Daniele Luchetti. In Tunisia ha interpretato alcuni tra i più importanti film degli ultimi anni come Poupées d’Argile (2002) di Nouri Bouzid, Tanit d'oro a Cartagine come miglior attore, e El Kotbia (2003) di Nawfel Saheb Ettaba. In quest'anno di transizione per la Tunisia è stato membro dell'Istanza Regionale Indipendente per le Elezioni in Italia.

Hanene Zbiss, giornalista tunisina, è responsabile della cultura della rivista indipendente «Réalités» e collaboratrice di altre testate in lingua italiana come «Il Corriere di Tunisi». Dopo la caduta di Ben Ali si è occupata soprattutto dell'attività delle associazioni femministe in Tunisia e della partecipazione politica delle donne. Durante le elezioni è stata osservatrice per la Lega Tunisina per i Diritti dell'Uomo.

Marzouk Mejri nasce a Tebourba a nord est di Tunisi da una famiglia di musicisti. È il padre, maestro di percussioni a instradare il suo naturale talento che lo porta a conseguire il diploma al conservatorio di Tunisi. Studioso delle tradizioni popolari, si perfeziona nel canto e nello studio degli strumenti a fiato (nay e zoukra), mentre continua la sua ricerca nel campo delle percussioni (bendir, tar, tabla tunisina), ma è la darbouka lo strumento con il quale raggiunge livelli virtuosistici assoluti. Da 15 anni vive in Italia, a Napoli, dove da tempo collabora con Daniele Sepe e l’orchestra “Brigada Internazionale” di Napoli.Nel 2008 dà vita al  Marzouk  Ensemble con il quale partecipa ad interessanti festival di world music ed esce il suo primo album Genina.

Ziad Trabelsi è nato a Tunisi nel 1976 in una famiglia di artisti. Da piccolo comincia a studiare musica e canto orientale, a 9 anni entra in Conservatorio dove si diploma nel 1994. Da anni vive e lavora a Roma dove si unisce all'Orchestra di Piazza Vittorio. Virtuoso di oud, cantante e compositore, nel suo repertorio si incontra la grande tradizione araba con altre suggestioni musicali, dalla canzone francese e italiana al rock e al blues anglo-americano. L’affinità con alcuni musicisti dell‘Orchestra dà vita al progetto CARTHAGE MOSAЇK nato con l’idea di costruire un mosaico tra le diverse esperienze e storie musicali.

Fallega 2011 (Tunisia 2011, 52')
Regia: Rafik Omrani
Montaggio: Rafik Omrani
Fotografia: Zeid Ben Romdhane
Musiche: Marcel Khalife
Produzione: Majez Production
Dopo il 14 gennaio 2011 la maggior parte dei tunisini, per l'instabilità diffusa e la paura di nuovi disordini, comincia ad accettare la situazione politica ancora marcata dalla forte presenza del partito di Ben Ali. Giovani provenienti da tutto il paese marciano verso la piazza del governo della Kasbah dove restano in sit-in permanente per più di una settimana. Chiedono la fine del governo provvisorio e le elezioni per l'Assemblea costituente. Dopo diverse campagne di disinformazione il governo decide di evacuare con la forza i nuovi Fallega (parola usata per la prima volta per indicare le tribù del sud della Tunisia che a fine Ottocento si ribellano ai Francesi). Il documentario è il racconto fedele di questa significativa protesta, un movimento di giovani che cantano inni patriottici e recitano testi rivoluzionari affrontando il freddo, la fame e la sete per la democrazia e la libertà.

MinoTawra  (Italia 2011, 42')
Regia: Kamikairy Fares
Fotografia: Andrea Ranelletti, Kamikairy  Fares
Musiche: Emel Mathlouthi, Lotfi Bouchnak, Dhafer Youssef, Anouar Brahem
Produzione: Kamikairy  Fares
Con: Il Popolo Tunisino, Mourad Ben Cheick, Rafik Omrani , Emanuele  Santi, Francesca  Russo, Lilia  Zaouali, Leena  Ben  Mhenni, Nabila  Abid, Sghaiar  Sciamkh
MinoTawra, il cui titolo gioca con il mito greco del Minotauro simboleggiante la liberazione degli Ateniesi dall'oppressore Cretese e con la parola araba Thawra (taura) che significa rivoluzione, ripercorre le tappe fondamentali degli eventi che hanno stravolto la Tunisia poco più di un anno fa. Il documentario analizza le paure e le speranze generate da una Rivoluzione di ultima generazione, il ruolo del web e dei blogger; l'abbattimento della paura e il ritrovarsi di un popolo; le prospettive del cambiamento e la rinascita di un movimento islamista; il ruolo dei più deboli in tutto ciò: giovani del sud rurale, donne, disoccupati, studenti. La rivoluzione è ancora in corso ed è ancora a rischio. Che ne sarà di questa? E che ne sarà del contagio globale?